Etichetta CLP per candele: Dubbi e domande frequenti!
- PUNTO 1: Chi è soggetto all’obbligo CLP?
- PUNTO 2: Cosa deve contenere un’etichetta CLP?
- PUNTO 3: Dove posso mettere la mia etichetta?
- PUNTO 4: Dimensione Etichetta
- PUNTO 5: È sempre necessario inserire tutti gli elementi richiesti dal CLP in etichetta?
- PUNTO 6: Normativa UNI EN 15494
- PUNTO 7: CLP e PERCENTUALE DELLA FRAGRANZA
- PUNTO 8: UFI, cos’è e quando serve?
- Riferimenti normativi
Etichetta CLP per candele: Dubbi e domande frequenti!
Il CLP (Classification, Labelling, Packaging) può essere proprio un grande enigma! Chi produce candele si trova spesso ad avere a che fare con normative complesse e non sempre facilmente decifrabili.
Quando sono richiesti i pittogrammi di pericolo? Qual è la normativa da seguire e perché è importante?
Vediamo di fare insieme un piccolo tour nel complesso mondo dell’etichettatura per candele!
PUNTO 1: Chi è soggetto all’obbligo CLP?
La prima domanda da porsi è: vuoi vendere le tue candele, cialde o diffusori, oppure vuoi utilizzarli solo privatamente? Nel primo caso, la legge purtroppo richiede di seguire alcune regole precise (che vedremo a breve), nel secondo caso invece, è tutto un po’ più semplice. La normativa CLP è obbligatoria in tutta Europa.
USO PRIVATO: In questo caso, non devi seguire particolari normative. È però molto importante ricordare sempre a chiunque utilizzi la candela di prestare attenzione alle norme di sicurezza e precauzioni d’uso.
VENDITA O DONAZIONE: Se vendi (in mercatini, negozi o a domicilio) o hai intenzioni di donare le tue candele al pubblico, allora dovrai rispettare tutte le norme vigenti. In questo caso devi applicare le regole del CLP (al punto 5 vediamo quando non serve l’etichetta completa).
PUNTO 2: Cosa deve contenere un’etichetta CLP?
• Nome del prodotto e, se la tua candela è classificata, le sostanze che ne determinano la classificazione («Contiene…»);
• Dati del fornitore: nome, indirizzo e numero di telefono;
• Quantità nominale (peso). A meno che questa informazione non appaia sull’imballaggio;
• Pittogrammi a colori, avvertenza («Attenzione» o «Pericolo»), frasi H e consigli di prudenza P (di norma al massimo 6), se previsti;
• frase EUH208 per gli allergeni (sostanze sensibilizzanti, cioè che possono provocare allergie) sopra soglia, se la candela non è classificata come sensibilizzante;
• codice UFI, quando previsto per il prodotto;
• Simboli di sicurezza EN 15494 per le candele (non lasciare incustodita, tenere lontano da bambini…). Questi simboli non sono direttamente parte del CLP, ma costituiscono comunque un obbligo per i creatori di candele in quanto servono a garantire la sicurezza del prodotto ai sensi del Regolamento (UE) 2023/988 (GPSR).
PUNTO 3: Dove posso mettere la mia etichetta?
L’etichetta dovrà essere posta sull’imballaggio che contiene direttamente il prodotto (ad esempio il vasetto), e dovrà essere chiaramente leggibile orizzontalmente quando esso si trova nella sua posizione d’uso. Particolarmente importante è anche il fatto che i pittogrammi di pericolo siano ben visibili.
PUNTO 4: Dimensione Etichetta
A seguire una tabella riassuntiva degli elementi da rispettare:
|
Elemento |
Regola |
Riferimento |
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Etichetta |
52×74 mm «se possibile» per confezioni fino a 0,5 litri (quasi tutte le candele in vasetto); obbligatoria sopra 0,5 litri |
CLP, Allegato I, Tabella 1.3 |
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Pittogrammi di pericolo CLP (rombi con bordo rosso) |
almeno 10×10 mm (meglio 16×16 mm), per qualsiasi confezione |
CLP, Allegato I, Tabella 1.3 |
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Simboli candela (quadrati) |
altezza minima 5 mm, purché leggibili |
UNI EN 15494:2019 |
|
Dimensione dei caratteri |
N.B Nuove misure minime in arrivo; oggi vale l’obbligo di testo chiaramente leggibile |
Reg. (UE) 2024/2865, dal 1° gennaio 2028 |
Le etichette rotonde o più piccole di 52×74 mm sono ammesse sulle candele fino a 0,5 litri, purché tutte le informazioni siano leggibili. Quando però la fragranza ha un pittogramma di pericolo, le informazioni da riportare aumentano ed è consigliabile un formato più ampio (ad esempio rotondo da ⌀ 80 mm o rettangolare 100×70 mm).
PUNTO 5: È sempre necessario inserire tutti gli elementi richiesti dal CLP in etichetta?
Fortunatamente per chi deve realizzare etichette molto piccole (ci siamo passati tutti!), no, non sempre è necessario inserire tutti gli elementi richiesti dal CLP in etichetta.
L’etichettatura CLP completa è necessaria solo nel caso in cui la nostra miscela sia considerata pericolosa per la salute e/o per l’ambiente, oppure presenti un pericolo fisico ( es. infiammabilità). In particolare, si parla di “miscela” quando si considera qualsiasi unione tra la cera e un altro elemento diverso da essa (l’esempio più comune è: cera + fragranza).
È possibile quindi non applicare l’etichettatura CLP completa ad un prodotto in vendita se, e solo se, nessuna sostanza al suo interno è classificata come pericolosa (infiammabile, tossica, irritante, sensibilizzante…) alla sua concentrazione finale della miscela.
La classificazione della miscela finale può però essere molto complessa, per questa ragione abbiamo messo a disposizione il nostro nuovo generatore gratuito di etichette CLP monterosawicks.store/etichette, il quale ricalcola la miscela ingrediente per ingrediente dalla Sezione 3 della scheda di sicurezza, alla percentuale indicata nell’elenco delle fragranze (per esempio AGRUMI E CANNELLA 10%: in questo caso la miscela considerata sarà formata da 90% cera e 10% fragranza Agrumi e Cannella), applicando le soglie del Regolamento CLP:
• sensibilizzanti (Allegato I, 3.4): la candela è H317 se anche un solo allergene supera il suo limite;
• pericolo per l’ambiente acquatico con il metodo della somma (Allegato I, 4.1);
• tossicità acuta, irritazione e gli altri pericoli previsti.
Se la vostra etichetta non include pittogrammi di pericolo quindi, non è sempre un errore. Semplicemente, in alcuni casi, determinati elementi non sono richiesti in etichetta. Molte fragranze al 10% risultano soltanto con la classificazione «H412 – Nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata»: e per H412 il Regolamento CLP non prevede alcun pittogramma.
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PUNTO 6: Normativa UNI EN 15494
Facciamo ora una breve parentesi su una normativa che si muove in parallelo alle leggi sul CLP: La UNI EN 15494. Essa regolamenta per le candele il loro corretto e sicuro utilizzo.
I simboli quadrati che vedi sulle etichette delle candele (non lasciare incustodita, tenere lontano da bambini e materiali infiammabili, ecc.) non sono pittogrammi CLP. Sono i simboli di sicurezza della norma UNI EN 15494 e servono alla sicurezza del prodotto ai sensi del Regolamento (UE) 2023/988 (GPSR).
Sull’etichetta per il prodotto “candela” convivono quindi due leggi diverse: gli elementi CLP (pittogrammi a rombo, avvertenza, frasi H e P, allergeni) e i simboli EN 15494. I secondi si aggiungono ai primi, senza sostituirli.
PUNTO 7: CLP e PERCENTUALE DELLA FRAGRANZA
La percentuale della fragranza inserita nella candela è obbligatoria in etichetta?
La risposta è no. Il CLP (articoli 17 e 18) chiede il nome del prodotto, che sceglie liberamente chi vende la candela (per esempio «Notte d’inverno») e per le miscele, il nome delle sostanze che determinano la classificazione: gli allergeni nel «Contiene…» oppure la frase EUH208 («Contiene… Può provocare una reazione allergica»). Le percentuali dei singoli ingredienti si trovano nella scheda di sicurezza (SDS) in percentuale.
Attenzione però: l’etichetta vale solo per la dose di fragranza con cui è stata calcolata. La stessa fragranza al 6% e al 10% può dare frasi, allergeni e pittogrammi diversi.
Nel generatore la percentuale è riportata accanto al nome della fragranza (per esempio AGRUMI E CANNELLA 10% indica che la fragranza si trova all’interno della candela nella percentuale del 10%).
Conserva sempre anche la documentazione, ossia la scheda di sicurezza alla percentuale utilizzata. Se vendi le candele solo ai consumatori, non devi preparare una scheda di sicurezza tua. Se invece le vendi a negozi o rivenditori e la candela è classificata (per esempio H412), è necessario fornire loro una scheda di sicurezza a nome tuo, con lo stesso nome del prodotto che compare in etichetta.
PUNTO 8: UFI, cos’è e quando serve?
Il numero UFI è un codice composto da sedici caratteri che serve a identificare in maniera univoca le miscele pericolose. Esso è necessario ogni volta che la nostra miscela viene classificata per un pericolo per la salute o per un pericolo fisico (non basta la sola classificazione ambientale, come H412) e deve essere visibile, leggibile, indelebile sull’etichetta dei prodotti per cui è obbligatoria la notifica.
Il codice andrà inserito sull’etichetta preceduto dalla sigla “UFI”. Qualora i prodotti non siano etichettati, come nel caso di alcuni prodotti utilizzati nei siti industriali, l’UFI può essere indicato nella SDS.
Tale codice può essere condiviso su più prodotti quando la formulazione è in comune (per esempio, nel caso di più formati per una medesima miscela). Oppure quando la composizione viene acquistata da un’azienda madre e travasata pura (es. nel caso in cui si acquisti un prodotto con UFI per la semplice rivendita, senza che esso venga modificato in alcun modo). Attenzione: l’UFI della fragranza non si può usare sulla candela. Cera + fragranza è una miscela nuova, che ha bisogno di una propria notifica e di un proprio UFI.
Il codice UFI è quindi necessario solo per le miscele classificate per pericoli per la salute o fisici; per tale ragione, non tutte le combinazioni di cera + fragranza lo richiedono. Il nostro generatore CLP è un valido supporto per l’identificazione di tali prodotti in quanto il sistema fornirà un errore automatico nella creazione dell’etichetta se il codice UFI non verrà inserito in una composizione che lo richiede.
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Riferimenti normativi
• Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) – classificazione, etichettatura e imballaggio
• Regolamento (UE) 2024/2865 – aggiornamento del CLP (nuove regole di formato dal 1° gennaio 2028)
• Regolamento (UE) 2023/988 (GPSR) – sicurezza generale dei prodotti
• UNI EN 15494 – etichette di sicurezza per candele
Hai un dubbio su una fragranza specifica? Scrivici: ti rispondiamo volentieri. Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la consulenza di un professionista.
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